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Francesca Siragusa   |   8 giugno 2020
Diario di uno Smart Worker - Ep.4

La mia memoria, rimanendo chiusa fra queste quattro mura ed immagazzinando informazioni frammentate, comincia a fare cilecca. Inoltre, non riuscire a dormire e contemplare il soffitto fino alle 3.00 non aiuta. Il pensiero di cosa dovrò fare il giorno dopo in “ufficio” mi tiene sveglia, insieme al puzzle dei pezzi della mia nuova ruotine che cerco di comporre.

La valeriana sarebbe un ottimo rimedio naturale ma c’è di meglio: il calendario online sincronizzato alla mail.

Il Calendar è diventato il mio migliore amico. Mi aiuta a organizzare la giornata di lavoro e non solo, mi avvisa almeno 15 minuti prima di qualsiasi attività e, se dimentico di aprirlo, arriva la notifica sul desktop. Ormai lo uso anche per ricordarmi di inviare una mail un’ora dopo; non segno di dover fare il bucato solo per pudore.

Ci sono giorni in cui è talmente tanto pieno che penso di avere un unico appuntamento h24. Un elemento ha reso il Calendar indispensabile è la condivisione delle attività con i colleghi. I miei impegni, segnati in blu, si sovrappongono, rimpiccioliscono e adattano in presenza di quelli degli altri, ognuno con il suo colore. È un enorme arcobaleno.  Trovare uno spazietto bianco, invece, è un miraggio.

Quel piccolo vuoto di colore potrebbe svoltare la giornata o addirittura l’intera settimana. Potrebbero essere gli unici 15 minuti in cui tutto il team può fare due chiacchiere. Infondo cosa puoi dirti in soli 15 minuti? 2 minuti a testa per confrontarsi, logorroici permettendo. Sono proprio loro, tuttavia, che riescono nell’ardua impresa di dilatare il tempo a disposizione. Gli iniziali 15 minuti diventano 20, 30 e così via, finché il loro sfogo non diventa collettivo.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti raccolti impongono, al termine della riunione, un’attenta opera di ricostruzione del mosaico degli impegni programmati. Proprio quei 15 minuti ci hanno permesso di fissare le priorità, mettere a fuoco gli obiettivi e condividere nuove idee per la settima di lavoro successiva. Lo smart working, infatti, si basa proprio sul raggiungimento di obiettivi e sul coordinamento, che nel mio caso si traduce in linee colorate di blu e in qualche ora in più di sonno.